“Ci vediamo domani se non piove” di Joanne Bonny

TITOLO: Ci vediamo domani se non piove

AUTRICE: Joanne Bonny

GENERE: Romance

CASA EDITRICE: Newton Compton Editori

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Nuova recensione di un romanzo della Bonny.

La protagonista è Sara Hall, la direttrice di una galleria d’arte contemporanea in una delle zone più in di Milano: Brera.

La donna, come si dice da me, si sta scervellando, cioè si sta spremendo le meningi per riuscire a trasformare l’inaugurazione della galleria da un papabile fallimento in un successo. Il tutto, però, è al quanto difficile poiché il suo capo ha un gusto artistico molto discutibile tanto da aver acquistato tutte le opere di Zalenko.

Anche l’artista è particolare: per quarant’anni ha fatto l’impiegato alle poste e poi, una volta andato in pensione, si è dato alla pittura.

Il problema per la mostra non è tanto il fatto che nessuno conosce Zalenko quanto proprio le sue opere!

Dipinge soprattutto (per non dire esclusivamente) di animali morti: cerbiatti, lepri, procioni, vipere… e chi più ne ha, più ne metta.

In poche parole, tutto ciò che trova di morto o investito o in putrefazione è perfetto da riprodurre.

Adesso immaginatevi un quadro del genere a casa vostra… io mi sentirei male ogni volta al sol pensiero di aver appeso una cosa del genere sotto il mio tetto.

A darle problemi, a parte il lavoro, ci si mette anche la madre: Rebecca Hall.

Rebecca era una cantante folk importante, anche se alla fine ha fatto un solo disco. Poi si è innamorata ed è scappata in Italia con il padre di Sara.

Rebecca è come mia nonna: vuole trovare assolutamente un fidanzato alla figlia e devo dire che escogita un modo particolarmente innovativo per farle incontrare l’uomo giusto.

Però, Sara vuole un amore come quello dei suoi nonni. Uno vero, romantico, che capita una sola volta nella vita… cioè quello che appena vedi gli occhi del tuo lui già sai che è colui che stavi aspettando.

Una cosa un po’ difficile, se non impossibile.

Ma siamo positivi e diciamo che può accadere… una volta su un milione.

Nella foga del momento si fa anche leggere il suo futuro amoroso da una cartomante molto kitsch che con la sua sfera di cristallo le predice che troverà l’amore danzando sull’acqua tra le stelle cadenti.

Questo è il chiaro esempio di una persona che non sa più che pesci prendere e così le tenta tutte, anche le cose più strane e forse non tanto veritiere.

Poi, per svagarsi un po’, inizia delle lezioni di tip tap con un tizio che glielo deve assolutamente. Da qui vi saranno gare di ballo fatti in luoghi poco consoni e tantissimi film in stile “Cantando sotto la pioggia”.

Il libro è carino e scritto bene.

Come sempre la scrittura della Bonny è limpida e scorrevole tanto che ho terminato la lettura in pochissimo.

Inizialmente sono morta dalle risate, ma poi le situazioni comiche si sono fermate e tutto è diventato un po’ piatto. Ci si è fossilizzati, come è giusto sia, sulla ricerca di quell’amore a cinque stelle Michelin, ma più si andava avanti e più mi risultava sottotono.

Avendo letto già “Ho sposato un maschilista” (se volete leggere la recensione cliccate qui) mi aspettavo qualcosa in più.

Non dico assolutamente che sia un brutto libro, anzi, ma avevo un hype abbastanza alto per questo romanzo che non è stato confermato.

Il mio voto finale è:

Chiara

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