“In verità è meglio mentire” di Kerstin Gier

TITOLO: In verità è meglio mentire

AUTRICE: Kerstin Gier

GENERE: Romance

CASA EDITRICE: TEA Libri

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L’autrice tedesca Kerstin Gier, famosa per la Trilogia delle gemme, non scrive solo Young Adult, ma anche romanzi indipendenti e per nulla fantasy.

La protagonista de In verità è meglio mentire, Carolin, è una ragazza qualunque senza super poteri, anche se qualcosa di fantastico ce l’ha. Carolin ha un quoziente intellettivo di 158!

Si è laureata tante volte, suona diversi strumenti in modo egregio ed è poliglotta.

Un piccolo genietto, insomma!

Spesso, però, a causa di questa sua superiore capacità intellettiva, veniva isolata a scuola (e ne ha cambiate parecchie). Così decide di nascondere la sua vera natura per riuscire ad avere relazioni decenti con le altre persone, che normalmente, invece, erano intimidite e preferivano girare a largo.

Occultando il suo vero io, riesce a fidanzarsi con Leo.

Dunque questo suo piano sta dando i suoi frutti.

Però ad una festa della famiglia di lui incontra Karl, il padre di Leo. Si invaghisce dell’uomo tanto da lasciare il figlio per lui.

In quella sua testolina era passata questa frase: “Che te ne fai del giovanotto che non ti capisce, quando puoi avere il padre, più affascinante, capace di apprezzare le tue qualità?”

Questa loro storia d’amore va così avanti che Carolin e Karl si sposano, ma, da un momento all’altro, Karl muore e la lascia in un mare di guai.

Perché?

Perché senza saperlo Carolin si è spostata uno molto ricco e ora si ritrova con un’eredità gigante da gestire.

Un’eredità che fa gola a molti dei parenti del defunto marito: ai figli, all’ex moglie, al fratello di lui…

Dunque Carolin, non solo deve cercare di superare la perdita dell’uomo amato, ma deve anche cercare di sopportare e risolvere la situazione degli avvoltoi.

In quanto vedova addolorata, puoi decidere se essere riluttante o perfida, o se tenere lo sguardo fisso davanti a te tutto il giorno, puoi dimenticarti di farti uno shampoo, e puoi anche non pettinarti o truccarti.

In tutto ciò il cognato la porta da una psicologa, una un po’ fuori di testa a cui lo psicologo serviva più a lei che a Carolin, che le propone metodi abbastanza innovativi come prendere un barattolo e inserire dei fogliettini di cose da fare che le piacciono (il problema è che mette ciò che piace a lei più che ciò che piace alla paziente).

Inoltre fa anche la conoscenza di un certo farmacista che a prima vista sembra gay… da sottolineare il sembra!

I personaggi, sfortunatamente, non sono molto analizzati, soprattutto i secondari, e anche il rapporto col Karl non è chissà quanto approfondito.

Certo in poco più di duecento pagine non mi aspettavo molto, ma neanche così poco.

Il romanzo in alcuni punti è carino, in altri piatto come il mare in una giornata soleggiata e senza vento.

Poteva essere molto meglio se fosse stato scritto con un po’ di genio in più, però se state cercando un libro non impegnativo per passare la serata può andar bene.

La mia valutazione è:

Chiara

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