“Paura di vivere” di Valentina C.

CCBOOK Paura di vivere di Valentina C cover

TITOLO: Paura di vivere

SERIE: Montgomery Series vol. 1

AUTRICE: Valentina C.

CASA EDITRICE: Self Publishing

GENERE: Contemporary romance

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Il blog e le amicizie

Tre anni fa ho deciso di creare un blog dedicato ai libri per parlare di questa mia passione. Durante questo percorso, ho avuto privilegio di stringere collaborazioni e costruire amicizie preziose con autori straordinari. Uno di questi autori è Valentina C., una persona dolcissima che ho avuto il piacere di incontrare di persona al FRI dell’anno scorso.

Valentina ha affidato a me, nonostante il mio piccolissimo seguito, l’onore di recensire i suoi libri in più occasioni, e questa esperienza è stata per me un autentico piacere. Ho letto quasi tutti i suoi lavori e posso affermare che ogni sua opera è un piccolo gioiello.

Se volete leggere le altre recensioni cliccate qui per: Siamo solo attimi e Riflessi di noi vol.1 e 2.

La “Montgomery Series” Inizia

Tuttavia, oggi mi concentrerò su “Paura di vivere”, il primo romanzo della “Montgomery Series”.

Questo progetto coinvolge quattro autrici italiane del panorama self – publishing, ciascuna delle quali racconta la storia di uno dei fratelli Montgomery.

Valentina è la prima a darci il benvenuto in questa famiglia e parte con la sorella minore: Venice.

I nomi

Si, si chiama proprio Venezia all’inglese. I genitori hanno fatto un po’ come i Beckham e cioè hanno dato ai figli i nomi delle città o paesi dove sono stati concepiti e dunque, a parte “Venezia”, abbiamo anche Graham Texas, Syrya ed Eyre.

La protagonista: Venice

Venice è sempre stata una ragazza solare e col sorriso stampato in faccia, estroversa, bella e consapevole della sua bellezza, figlia di politici americani che hanno girato il mondo.

Ero una ragazza che respirava la vita a pieni polmoni, spensierata, forse troppo estroversa anche se solo all’apparenza e forse un po’ libertina.

Ma le cose possono cambiare velocemente:

La ricordo quella sera di sei mesi fa, come un tatuaggio nella mia memoria fatto con un inchiostro indelebile che lascia il segno, che si imprime portandoti su una via senza ritorno, perché la paura ti annienta e si prende tutto.

Non starò qui a raccontarvi cosa le sia successo, ma sappiate che Valentina è riuscita a trasmettermi il dolore, la rabbia e la paura di Venice. Perché spessp si pensa che certe cose non possano mai accadere a noi e, invece, sfortunatamente, la realtà dimostra il contrario e le notizie al TG degli ultimi mesi lo confermano.

Cicatrici che durano

Le vittime di tali esperienze porteranno cicatrici per sempre, non solo fisiche, ma soprattutto mentali. È una sfida difficile riprendersi, ritornare a essere la persona di prima e riacquistare fiducia nel prossimo.

Una sola ora che è durata in eterno e mi ha marchiata nel profondo, distruggendo la fiducia che provavo verso il mondo intero. […] Quel profumo, che non dimenticherò mai e adesso capisco il perché. Io, che non sarò più la stessa. E, dopo questo, come si fa ad andare avanti senza la paura di vivere?

Il coraggio di ricominciare

Ma Venice ha ancora una flebile fiamma di vita che è alimentata anche dalla sua famiglia, la sua ancora di salvezza. È per questo motivo che decide di ricominciare altrove, lontano da città che l’ha vista crescere ma che le ha inflitto anche tanto dolore. Scegli di continuare gli studi in musica all’università, precisamente alla Columbia, per ritornar ad essere la vecchia Nice.

Ho perso persino me stessa e sono venuta qui proprio per ritrovarmi.

Perché nella vita ci vuole coraggio e sei tu a doverlo trovare, di sicuro non sarà lui a cercare te.

Un aiuto particolare

E se consideriamo un certo aiutino dal destino… soprattutto se aiuto ha gli occhi simili a  zaffiri, una bocca rosea e carnosa, capelli scuri, un’altezza invidiabile e un corpo scolpito come se fosse il David di Michelangelo… allora, signore e signori, questo aiuto ha un nome e un cognome: Kiran Knox.

Il protagonista: Kiran

Kiran è l’altro protagonista di “Paura di vivere”, nonché il classico ragazzo da sogno del campus: atletico, affascinante e con un aspetto da far invidia. Kiran è figlio dell’imprenditore che gestisce la più antica azienda farmaceutica d’America, studia economia, anche se più per dovere che per piacere, è il capitano e quarterback dei Columbia Lions Football ed è l’organizzatore e deejay delle migliori feste del campus. È anche noto come sciupafemmine (tutte lo ammirano e svengono ai suoi piedi).

Questa è la parte di me che scelgo di far vedere. Tutti mi invidiano, tutti vorrebbero entrare nella mia cerchia ristretta, le ragazze fanno a gara per accalappiarsi il rampollo più gettonato della Columbia, ma non sanno che possono farlo per un tempo limitato, quello di svuotarmi le palle.

Mi ero dimenticata, è anche poeta.

Le maschere di Kiran

CCBOOK paura di vivere valentina c foto violino

Kiran, parlando in termini pirandelliani, indossa maschere con la stessa frequenza con cui io bevo tè: tutti i giorni, quasi 24/24. Le abbassa solo quando va a trovare la madre in coma e suona il suo adorato violino, lo stesso strumento che suonava anche la mamma:

Questo rappresenta la parte di me che nessuno conosce, se non Hunter, quella parte che non faccio vedere perché è mia, privata e personale e racchiude il mio sogno, il mio futuro, quello che non voglio che sia sporcato, soprattutto da chi mi ha fatto del male.

Un incontro che cambia tutto

Venice e Kiran, dunque sono:

Anche se un po’ ammaccato e ammaccati, non nel corpo, ma nell’anima, lo siamo entrambi e forse il nostro destino seppur bastardo, ci ha fatto incontrare per guarire quelle ferite che ci portiamo addosso.

Dunque lei vuole tornare a vivere, lui, appena la vede, vorrebbe solo portarsela a letto (anche se un altro pensierino l’ha sfiorato la mente). Un nuovo nome da aggiungere alla sua infinita lista scopate. Ma:

«Se pensi che io sia un premio da conquistare, la ragazzina facile appena arrivata che si fa abbagliare dal re dell’università, hai sbagliato persona. Nessuno mi conquista, nessuno mi possiede, nessuno gioca con me.» Lo hanno già fatto e non permetterò che succeda di nuovo. «Pocahontas, ti assicuro che io non sono per le cose semplici, anzi, più sono complicate e più mi attirano. Insegnamenti della mia stessa vita.»

Riuscirà Kiran a far cadere le mura di Venice?

Perché temi, Venice? Non lo so più. Hai paura?>> le mormoro sulla bocca, senza però toccarla.

O queste diventeranno ancora più solide?

Non riesco a capire se stai diventando un ulteriore veleno o l’antidoto per dissolvere tutto quello che ho già in circolo.

Paura di vivere è un romanzo che non ho letto, ho divorato. Valentina C. ci trascina in una storia emozionante che affronta anche temi profondi e importanti e che ci fa provare emozioni forti, dalla rabbia alla tristezza all’amore…

Personaggi secondari che arricchiscono il racconto

Inoltre, i personaggi secondari, come i fratelli di Venice e gli amici del campus, contribuiscono a creare un mondo ricco di relazioni autentiche e significative.

Ho apprezzato molto famiglia di Venice e, soprattutto, i fratelli che saranno i protagonisti successivi della serie (chissà chi sarà il prossimo). Sono sempre stati presenti, anche se a distanza. Hanno sempre supporto Venice in vari modi, alcuni con un eccesso di “protezione”, altri con risate, abbracci e chiacchiere e alcuni con qualche bicchiere di vino di troppo. Anche i ragazzi del college, come Hunter (il migliore amico di Kiran) e Joy (la coinquilina di Venice) hanno avuto un ruolo importanti ai fini della trama, agendo come una sorta di consiglieri per i loro amici. Sono le persone che speriamo di incontrare nel nostro cammino e che quando le troviamo, le teniamo strette.

La scrittura di Valentina

Come sempre trovo la scrittura di Valentina una boccata d’aria fresca o, riprendendo dai protagonisti, una musica incantevole perché le parole danzano sulle pagine proprio come le mani su un pianoforte.

Dunque la mia valutazione non può che essere positiva:

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